s. erasmo: il vescovo del iv secolo

Leggenda
Sant’Erasmo fu Vescovo di Formia, in Campania e sul suo conto esistono favolose leggende nel quadro della persecuzione di Diocleziano, agli inizi del IV secolo. Si dice infatti che fosse Vescovo in Asia minore, nella Siria, e che per sfuggire ai persecutori venisse rapito da un angelo e trasportato a volo nell’Illiria, la moderna Dalmazia. Qui convertì moltissimi pagani, prima di essere scoperto e catturato. E di nuovo un angelo lo salvò in volo, trasportandolo sulle coste della Campania. Divenne allora Vescovo di Formia, ma per breve tempo. Morì infatti di lì a poco per le ferite riportate nei due supplizi e perciò ebbe il titolo di Martire. La fantasia devota arricchì la sua figura di particolari molto suggestivi. Tra le “crudelissime torture” che il martirologio gli attribuisce, s’immaginò per esempio, che al Martire venisse squarciato il ventre e fossero strappati gli intestini. Tale raccapricciante supplizio valse a Sant’Erasmo la fama di protettore nei mali del ventre e dei "visceri", non escluse le doglie del parto.  Per rendere più truce ed evidente la scena del supplizio, gli artisti vi raffigurarono un argano, attorno al quale il carnefice avvolgeva, come una fune, le viscere strappate al santo. Tra i devoti della Campania molti erano marinai. Sui loro navigli non mancavano gli argani sui quali venivano arrotolate le gomene. Parve così che Sant’Erasmo si trovasse a proprio agio sulle navi e venne assunto tra i protettori dei marinai, numerosi quanto lo sono i pericoli del mare. A bordo il nome di Sant’Erasmo si mutò in quello di Elmo (da cui Sant’Erm) ed ebbe un curioso seguito, ossia le spettrali fiammelle che si vedono, o si vedevano un tempo, sugli alberi e i pennoni delle navi, prima o dopo tempeste di mare, che sono dovute a scariche di elettricità statica vennero dette comunemente fuoco di “Sant’Elmo”. Si volle, così, attribuire questo fenomeno alla protezione che il Santo sicuramente non avrebbe fatto mancare ai marinai, trasformando la loro nave in una sorta di immenso candelabro, implorante la salvezza contro le forze scatenante della natura.  
S. ERASMO: LA STORIA
Il nome di Sant’Erasmo appare nel Martyrologium Hyerominianum. Gregorio Magno ricordava che le sue reliquie erano conservate e venerate a Formia ma, quando questa città fu saccheggiata dai Saraceni nell’842, il corpo di Sant’Erasmo venne trasferito a Gaeta, città di cui divenne patrono. È certamente esistito ma non si conoscono particolari della sulla sua vita. Agiografi e artisti furono in grado si sopperire a tal punto a questa carenza di notizie che il culto in onore di Sant’Erasmo si diffuse nella maggior parte del mondo occidentale e, nel XV secolo, giunse ad essere invocato come uno dei QUATTORDICI SANTI AUSILIATORI (PROTETTORI). Secondo la leggenda, Sant’Erasmo era un Vescovo siriano (si basava sull’esistenza di un Erasmo di Antiochia) che era sfuggito alla persecuzione di Diocleziano ritirandosi sul monte Lebanor, per condurre una vita da eremita: venne, però, scoperto, bastonato e fatto rotolare nella pece infuocata. Dopo essere stato gettato in prigione Sant’Erasmo venne liberato e portato da un angelo in Illiriacum dove fu nuovamente torturato fino a quando un altro angelo lo portò a Formia dove morì. Stranamente, il racconto non fornisce nessuna traccia dell’argano, simbolo usualmente collegato a Sant’Erasmo, probabilmente quest’associazione deriva da alcuni particolari della leggenda intorno a una predica fatta durante un temporale, il Santo per non interromperla non si lasciò distogliere nemmeno dal sopraggiungere di un fulmine caduto nelle vicinanze (come una corda saldamente legata all’argano), divenne, per questo motivo, patrono dei marinai che avevano buone ragioni di temere gli effetti di temporali improvvisi, marinai a cui il Santo dava segno della propria presenza attraverso le luci che talvolta si vedono dopo un temporale dalle teste d’albero delle navi (fuoco di Sant’Elmo). L’argano, si è pensato, venne scelto come emblema del Santo patrono dai marinai. Fu anche erroneamente considerato uno strumento di tortura, da dove appunto la credenza che Sant’Erasmo stato martirizzato e le sue viscere strappate con un argano: da qui la sua secondaria funzione di protettore di coloro soprattutto bambini, che soffrono di coliche o simili malattie.
 
INNO A S. ERASMO 



O chiarissimo Sant’Erasmo
tu che hai amato Cristo più della tua stessa vita,
aiutaci a credere
giorno dopo giorno,
che Dio è per noi un Padre
aiutaci a credere
che Gesù è morto per noi
ed è per noi risorto,
aiutaci a credere
che lo Spirito Santo ha il potere di guidarci
sulla via della Santità vera.
Sant’Erasmo, vescovo e martire,
fa' che la tua testimonianza di una fede autentica
c’infiammi il cuore
 per poter essere nel mondo
segno di una generazione di credenti
che non teme di confessare con la vita
che Gesù è il figlio di Dio,
vivo e vero!

(di Maria Benedetto)
 
 
 
 
 
 
 
   
   
 
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