cappella del santissimo

La Cappella del Santissimo si presenta come un cuore vivo all’interno della Chiesa. Attraverso segni ed elementi decorativi si è inteso raccontare la storia della salvezza. Infatti, entrando nella Chiesa, si resta colpiti ed attratti da una luce calda e suggestiva proveniente dalle tre vetrate, dando il senso di una Presenza: il Santuario della Presenza: la Shenikà, la Presenza della gloria di Dio. Le tre vetrate, se da un lato esprimono tale Presenza, dall’altro velano il mistero della stessa. Si è voluto con esse cogliere la presenza della Trinità. I tre Angeli richiamano una ben nota pittura, raffigurante la visita di Dio ed Abramo sotto le sembianze di tre Angeli. È dalla Trinità che nasce la storia della Salvezza. Aprendo la vetrata centrale lo sguardo confluisce, guidato da una volta ad arco, sulla parete centrale, trovando il suo fuoco sul luogo della Parola. A fondo della parete troviamo la Pietra del deserto con le sue venature scomposte e variegate. È la desolazione del nulla, del caos. Il luogo della Parola è rivestito di marmo scuro.
 

“in principio c’erano le tenebrae, il caos… e Dio disse…”

Dalla Parola nasce la Vita, la Luce, il Cosmo

Sovrastante la Parola e trovando in essa la radice, scalfito nel marmo, un segno che vuole essere l’albero della vita ed anche il Candelabro (hamenorah) che per gli Ebrei è composto da sette braccia richiamo dei sette giorni della creazione, mentre per i Cristiani è a nove braccia, l’ottavo giorno, la Pasqua, mentre il centrale, raffigura il Cristo che dona la luce agli altri otto.
 Al di sotto della Parola una calotta simboleggia il mondo…Il testo della Sacra Scrittura, rivestito in argento ed oro, è adornato da dodici pietre preziose, rappresentanti le dodici tribù d’Israele, il popolo dell’Antica Alleanza, e i dodici Apostoli, il popolo della Nuova Alleanza. Al centro del Santuario troviamo il Tabernacolo propriamente detto, custodito da una solida porta adornata da sette pietre preziose, rappresentanti le sette chiese descritte nell’Apocalisse e a loro volta l’universalità della Salvezza. Il Verbo incarnato si rende visibile al mondo facendosi compagno di viaggio con l’uomo di tutti i tempi. Partendo dal pavimento e a vari livelli de gradazione, troviamo accennato in un misto di marmo scuro e chiaro, il segno della Croce. La compagnia del Cristo nella storia di ogni uomo è espressa e sostenuta dal mistero della Croce. Chiude il Tabernacolo, comprendendo la Parola e le Specie Eucaristiche, una porta solida, sul cui frontale è disegnata l’icona della Vergine. In Lei, quale Vergine scelta da Dio, la Parola si è fatta carne. In Lei, come Icona della Chiesa, la Parola è celebrata, vissuta e testimoniata. L’Eucaristia fonda la Chiesa, la Chiesa celebra l’Eucaristia, annunziando al mondo l’unica vera salvezza.
 
 
 
 

“Quando i tempi furono maturi, Dio parlò agli uomini mediante il suo Figlio Gesù Cristo…”

“Ed il Verbo si fece carne…”

 
“Creare un luogo nobile e riservato è stato il mio pallino. Un luogo che potesse espimere qunato più possibile la Presenza di Dio. La Trinità, la Storia della Salvezza, la Presenza della Parola con le Specie Eucaristiche erano idee che mi balenavano nella mente…” Questo è quanto Don Elpidio chiedeva alla dott.sa Adele LAURENZA, architetto di S. Maria C.V. Dare l’idea della presenza di Dio mediante un luogo luminoso, da colpire l’attenzione di chi si apprestava ad entrare in chiesa. La luce fuoriesce da tre vani a forma di archi, chiusi da tre vetrate rappresentanti la Trinità. Inizialmente questa cappella fredda e senza finestre conteneva il trittico del Calvario, il Crocifisso, l’Addolorata e San Giovanni. Sistemare la cappella, li proprio li, ha costituito un fatto quasi naturale. Il luogo più abbandonato e scuro diventa il centro più luminoso e visitato, grazie alla presenza dell’Eucaristia, del Mistero. Un Eucaristia che si fa compagnia nella vita e nella storia di tutti gli uomini e di ogni uomo. Un mistero che avvolge e trascende la storia dell’umanità. Perciò si è voluto partire dalla Trinità al mistero della Croce, della sofferenza, che caratterizza l’umanità nella forma più esistenziale. Dalla Trinità all’uomo della storia. Dalla Trinità, mediante la storia della salvezza, all’uomo salvato dalla Storia di un Dio fatto uomo. Così i tre archi simboleggiano la Trinità che contiene il mistero della salvezza. È dalla Trinità e con la Trinità che nasce e si compie il mistero della salvezza. Il soffitto, che era molto alto, è stato abbassato con carton gesso assumendo una configurazione a volta, diretto verso il Cuore del Mistero: l’Eucaristia. Il cielo obbliga il fedele a concentrare lo sguardo sul luogo della deposizione. 
 
 
 

"Sento veramente un profondo senso di gratitudine verso l’architetto Adele LAURENZA che con perizia e sensibilità ha reso gratuitamente visibile tutto questo."

Progetto: Dott.Arch. Adele LAURENZA

Lavorazione in vetro: Sig.ra Margherita CARRINO

 Lavorazione Marmo: Sig. Umberto CONFORTI

 
 
 
 
 
 
 
   
   
 
ORARIO LEBRAZIONIn>
Giorni Festivi: ore 9.00 - 11.00 - 18.30
Giorni Feriali e Sabato:
ore 18.30 
Ogni mercoledì:
Coroncina alla Divina Misericordia ore 15.00
Ogni Giovedì:
Adorazione eucaristica comunitaria e catechesi ore 19.30
Ogni Venerdì:
Lectio e riflessioni sulla Parola della Domenica ore 19.30
ORARIO CORSI
BATTESIMO domenica ore 17.00
CATECHISMO martedì e sabato ore 16.30
CRESIMA domenica ore 17.00
MATRIMONIO domenica ore 17.30
IL SANTO DEL GIORNO

Santo del giorno

san francesco d'assisi pastore e martire

LE PAROLE DI PAPA FRANCESCO
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